
Cos’è il Caffè Arabica?
Che siate appassionati di caffè o meno, avrete quasi sicuramente sentito parlare di Caffè Arabica. Questa è una delle due principali tipologie di caffè che ad oggi vengono utilizzate per produrre la bevanda che tanto amiamo. L’ altra, famosa anche essa, è la qualità Robusta, della quale avremo modo di parlare in uno dei prossimi post. Cerchiamo qui di conoscere più da vicino l’ Arabica e di capire perché questa è considerata ad oggi una delle più pregiate e diffuse al mondo.
Origine del caffè arabica e clima ideale
Le prime coltivazioni risalgono addirittura al 1100, individuate negli altopiani dell’Etiopia e del Sudan meridionale. Successivamente si è diffusa in Arabia (attuale Yemen) e da lì in tutto il mondo. Oggi è coltivata principalmente in:
- America Latina (Brasile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, ecc.)
- Africa orientale (Etiopia, Kenya)
- Asia (India, Indonesia)
L’Arabica cresce a latitudini comprese tra i due tropici e ad altitudini elevate, tra i 900 e i 2.200 metri sopra il livello del mare, preferendo climi freschi ma non gelidi. Anche le alte temperature sono nemiche di questa specie di caffè, tant’è che si preferisce coltivarla vicino ad alberi che possano garantire l’ ombra necessaria ad una buona riuscita del raccolto. La raccolta delle drupe (la drupa è il frutto della pianta del caffè) generalmente avviene in modo manuale così da non rovinare il frutto stesso e al contempo selezionare solo quelle che hanno la giusta maturazione per essere raccolte.
Caratteristiche organolettiche dell’Arabica
Il caffè Arabica si distingue per la complessità degli aromi, i quali risultano in note floreali, fruttate, speziate, talvolta con sfumature di cioccolato o miele. Questi tuttavia rimangono generalmente gradevoli e, pur non essendo facilmente distinguibili ad un palato poco esperto, lasciano al consumatore una piacevole sensazione in bocca.

L’ acidità può essere più o meno pronunciata a seconda della varianti. Questa potrebbe inizialmente risultare strana o addirittura fastidiosa per un consumatore abituato all’ espresso all’ italiana. Nelle miscele o nei monorigine 100% arabica infatti l’ acidità prevale nettamente sull’ amarezza e, se in un primo momento ciò potrebbe risultare inusuale al palato, nel tempo diventa molto spesso una delle caratteristiche maggiormente apprezzate.
Corpo medio: meno denso e più leggero rispetto ad altre varietà come la Robusta. Chi ama la crema molto densa e la sensazione di setosità in bocca quindi potrebbe essere deluso da un 100% arabica. Tuttavia bisogna considerare che le qualità aromatiche che esprime l’ Arabica non riusciamo a ritrovarle nella Robusta. Prova ne è il fatto che un caffè 100% arabica possiamo degustarlo molto bene ma al contrario un 100% Robusta risulterebbe troppo carico e non altrettanto gradevole (a meno che non vogliate metterci un bel po’ di zucchero!!)
Dolcezza naturale data dalla presenza di zuccheri maggiori rispetto ad altre specie.
Basso contenuto di caffeina: circa l’1-1,5%, inferiore alla Robusta (2-2,7%).
Varietà di caffè arabica più diffuse
1. Typica
La Typica è una delle più famose varietà. Cresce ad altezze piuttosto elevate ed è caratterizzata da una produzione molto bassa, suscettibilità alle principali malattie e buona qualità in tazza. Poiché la Typica è sia a bassa resa che altamente suscettibile alle principali malattie del caffè, è stata gradualmente sostituita in gran parte delle Americhe, ma è ancora ampiamente piantata in Perù, Repubblica Dominicana e Giamaica, dove è chiamata Jamaica Blue Mountain
Caratteristiche: struttura molto elegante, buona dolcezza, acidità vivace e aromi floreali/fruttati.
2. Bourbon
La varietà Bourbon è stata introdotta in Brasile intorno al 1860 e da lì si è rapidamente diffusa a nord in altre parti del Sud e Centro America, dove è coltivata ancora oggi. Qui è stata mescolata con altre varietà legate al Bourbon, introdotte dall’India e dalle varietà autoctone etiopi. Al giorno d’oggi, ci sono molte varietà simili al Bourbon che si trovano nell’Africa orientale, ma nessuna corrisponde esattamente alla distinta varietà Bourbon che si può trovare in America Latina. Oggi in America Latina, il Bourbon stesso è stato in gran parte sostituito da varietà che discendono da esso (in particolare Caturra, Catuai e Mundo Novo), sebbene il Bourbon stesso sia ancora coltivato in El Salvador, Guatemala, Honduras e Perù.
Caratteristiche: tazza più corposa rispetto a Typica, con note di caramello, cioccolato e frutta dolce.
3. SL28
SL28 è tra le varietà più conosciute e apprezzate dell’Africa. Di conseguenza si è diffusa dal Kenya, dove è stata originariamente selezionata negli anni ’30, in altre parti dell’Africa (è importante nelle regioni di coltivazione dell’Arabica dell’Uganda, in particolare) e ora in America Latina. Questa è famosa per produrre caffè complessi e ricchi ma è piuttosto sensibile a siccità e malattie
Caratteristiche: intensità aromatica, corpo pieno, acidità brillante (tipo ribes nero).
4. Geisha (o Gesha)

Originaria dell’ Etiopia ma divenuta celebre a Panama.E’ considerata ad oggi una delle varietà più pregiate e costose al mondo, ma purtroppo è molto difficile da coltivare.C’è una notevole confusione sulla varietà geisha perché ci sono più tipi di piante geneticamente distinte che sono state indicate come geisha, molte delle quali condividono origini geografiche simili in Etiopia. Recenti analisi della diversità genetica condotte da World Coffee Research confermano che la Geisha panamense discendente da T2722 è distinta e uniforme. È associata a una qualità della tazza estremamente elevata quando le piante sono gestite bene ad alta quota ed è nota per i suoi delicati aromi floreali di gelsomino e pesca.
Caratteristiche: aromi straordinariamente floreali (gelsomino, bergamotto), acidità elegante, dolcezza fine.
5. Caturra
La Caturra è una mutazione naturale della varietà Bourbon. È stata scoperta in una piantagione nello stato di Minas Gerais in Brasile tra il 1915 e il 1918. La caturra ha una mutazione di un singolo gene che fa sì che la pianta diventi più piccola. Il suo nome deriva dalla parola guarani che significa “piccolo”. Per decenni è stato uno dei caffè economicamente più importanti dell’America Centrale, tanto da essere spesso utilizzato (e a volte lo è ancora) come “punto di riferimento” con cui testare nuove cultivar. In Colombia, si pensava che la Caturra rappresentasse quasi la metà della produzione del paese fino a quando un programma sponsorizzato dal governo a partire dal 2008 ha incentivato il rinnovamento di oltre tre miliardi di piante di caffè con la varietà Castillo resistente alla ruggine delle foglie (che ha una discendenza Caturra). Caturra ha portato in parte all’intensificazione della coltivazione del caffè attraverso piantagioni ad alta densità, spesso in pieno sole, che hanno avuto luogo nella regione nella seconda metà del XX secolo.
Caratteristiche: simile al Bourbon ma con pianta più bassa (adatta alla raccolta) e buona qualità in tazza.
6. Catuai
Un incrocio tra Mundo Novo ad alta produttività e Caturra compatta, realizzato dall’Instituto Agronomico (IAC) dello Stato di San Paolo a Campinas, in Brasile. La pianta è altamente produttiva rispetto al Bourbon, anche per le sue dimensioni ridotte, che consentono di avere piante ravvicinate; Può essere piantato a quasi il doppio della densità. La forma della pianta rende relativamente facile applicare trattamenti contro parassiti e malattie. Si caratterizza principalmente per la grande vigoria e la bassa altezza; è meno compatto del Caturra. È altamente suscettibile alla ruggine delle foglie di caffè. Catuaí deriva dal guarani “multo mom”, che significa “molto buono”. Oggi è considerata di buona ma non eccezionale qualità della tazza.
Caratteristiche: resistenza al vento, buona produttività.
Pregi e difetti del caffè Arabica
Pregi
- Alta qualità gustativa data dalla complessità degli aromi e dai profumi e sapori
- Versatilità: si adatta a diverse estrazioni (espresso, filtro, chemex, ecc.).
- Maggior digeribilità: grazie al contenuto inferiore di caffeina e oli amari.
Difetti
- Delicatezza climatica: più vulnerabile a malattie (come la ruggine del caffè) e a variazioni di clima.
- Minor resa produttiva: produce meno chicchi per pianta rispetto alla Robusta.
- Costo più elevato dovuto ovviamente ai due precedenti motivi sopra elencati
- Meno crema (nell’espresso): a causa della minore presenza di oli e caffeina.
Conclusione
Il caffè Arabica è sinonimo di qualità, raffinatezza e ricchezza aromatica. Richiede attenzioni particolari, ma regala un’esperienza in tazza che pochi altri caffè sanno offrire. Ideale per chi ama degustare, sperimentare e scoprire tutte le sfumature che un chicco può contenere.


